Sport

PERCORSI ESCURSIONISTICI


I SENTIERI


Novità - Itinerari escursionistici 

Cliccando sull'immagine sottostante è possibile visualizzare la descrizione di 7 itinerari escursionistici, in lingua italiana, inglese e francese (formato pdf)

sentieri SGC


POGGIO DEI PINI

Altitudini: S.Germano (486 m) – Briere (736 m) – Poggio Pini (1228 m) – Ciaurenchi (1167 m) – Minusani (770 m) – Ciampetti (653 m)

Tempo complessivo: 5 ore

 

Il territorio di San Germano Chisone offre diversi suggerimenti per gli amanti del trekking. Un percorso che presenta ampi scorci panoramici sulla bassa val Chisone, sul vallone di Pramollo e perfino sul Monviso parte dalla piazza XX Settembre. Oltrepassato il portico si imbocca sulla sinistra la strada in salita di Via Mondoni che sale fino a congiungersi alla strada per Pramollo. Attraversata la Provinciale, si segue la ripida stradina asfaltata che conduce ai Gianassoni. Si raggiunge così in pochi minuti la borgata Grisse dove si abbandona la carrozzabile per seguire la bella mulattiera lastricata che sale tra campi ben coltivati. Si incontra nuovamente la carrozzabile e poi la mulattiera sale per un breve tratto nel bosco di castagno. Salendo si gode una bella vista sul Gran Truc e sulle borgate delle Garde (lâ Garda davâl e damount), che come le sottostanti Barricate (la Barricadda) furono un tempo luoghi fortificati di vedetta in difesa del vallone di Pramollo. Ancora pochi minuti di salita e si perviene a Briere (lâ Brìra), ultimo villaggio abitato tutto l’anno che si incontra su questo percorso. Passate le abitazioni, la mulattiera ben lastricata si inoltra in un castagneto e giunge a Case Peui (li Peui ’d lâ Brìra,843 m.). 

BARICADDA                                         POGGIO DEI PINI

                                Loc. Baricadda     -     Cartello Sentiero Poggio dei Pini

 

Di qui il sentiero poggia a sinistra, si inoltra in un bel bosco di abete rosso fino a pervenire alla sorgente della Sarazìna, (toponimo riferibile al passaggio nella Valle dei Saraceni), la cui fresca acqua è raccolta in una rustica vasca formata da grossi lastroni in pietra. Dalla fonte si sale subito sulla destra e in breve si tocca i Peui damount, che si lascia sulla destra per proseguire nel bosco in cui il faggio diventa l’essenza dominante. Si sale alla sella del Plan dei Loubie, il cui nome ricorda la presenza del lupo nelle nostre valli in altre epoche.

 

Aggirato un roccione, il sentiero si fa più ripido e  meno  agevole fino  ad  un’ultima  sella  in  mezzo  ai  faggi.  In  pochi  minuti  si  può raggiungere, proseguendo verso destra sulla cresta, Roccia Cloutetta, buon punto panoramico su San Germano e Villar Perosa. La salita è praticamente terminata e un sentiero pianeggiante, in mezzo a citiso, nocciolo, roverella e pino silvestre ci conduce alle Case Pini (Mianda di Riciard, 1205 m.), da dove si perviene ad una baita isolata situata ai margini di una radura (Sea ‘d Ghigou, m. 1250), dalla quale si ha una buona visuale sul Vallone di Pramollo. Seguendo il sentiero che percorre lo spartiacque verso sud-est, in circa 15 minuti si raggiunge il Poggio Pini, conosciuto anche come Belvedere, magnifico punto panoramico su tutta la bassa val Chisone e riconoscibile da lontano per la presenza del palo su cui era stato posto un faro.

fontana sarazina           poggio dei pini veduta

Fontana Sarazina - Veduta dal Poggio dei Pini


 

Per completare la gita si può anche arrivare, sempre partendo dalla baita e andando verso nord, alla sommità di Roccia ‘d Courfouran, che domina il tratto di Valle compreso tra Villar Perosa e Pinasca ed alla vicina Tuna Griotta, interessante cavità naturale legata ai ricordi della Resistenza, e che servì forse da rifugio ai profughi valdesi. poggio dei pini salita

Su questa grotta, una leggenda locale vuole che un certo capitano Michel Griot, durante le persecuzioni anti-valdesi, o la guerra di successione al trono d’Austria, venisse ferito dai Francesi ed occultato dai suoi correligionari nell’anfratto, fino a completa guarigione. Per questo motivo il luogo ( che offre un magnifico riparo perché nascosto da una fitta vegetazione) avrebbe assunto il toponimo con cui è conosciuto tuttora. 

Per il ritorno, oltre alla possibilità di seguire il percorso di salita, una variante interessante prevede di scendere seguendo la mulattiera che conduce a lh’ Ervuar e Ribetti dove troviamo la carrozzabile proveniente da Ruata. Dai Ribetti si scende ai Ciaurenchi poi si torna a volgere ad est per seguire la carrozzabile che scende ai Micialetti.                                            Foto - salita al Poggio dei Pini

Qui si imbocca la mulattiera che attraversa prima l’ampia comba e poi un bosco ceduo dove di tanto in tanto si incontra un casolare isolato. Si perviene così in breve alla strada carrozzabile nei pressi della borgata Minusani, già nel Comune di San Germano. Seguendo ora la strada carrozzabile si scende in mezzo alle borgate di Bernardi, Garde damount e daval ed infine Ciampetti. Raggiunta la provinciale per Pramollo si ritorna a San Germano seguendo la stradina delle Gorge (via I° Maggio).


PRA POUNSOUN


Altitudini: S.Germano (486 m) – Gondini (508 m) – Colombatti (587 m) – Sagna (646 m) – Pra Pounsoun (775 m)

Tempo complessivo: 2 ore


Una semplice e piacevole passeggiata è quella che conduce al poggio Pra Pounsoun. Si parte da piazza XX Settembre, oltrepassando il “Portone del Prete” e proseguendo verso borgata Gondini. Al bivio si prende per Pramollo e a metà del curvone che gira a sinistra si imbocca sulla destra la strada comunale che sale verso le borgate Azzari e Colombatti. La salita è alleggerita dagli scorci panoramici: in principio una bella veduta sul complesso dell’Asilo dei Vecchi, la casa di riposo realizzata nel 1989 dalla Chiesa Valdese in sostituzione della precedente struttura.

Nel fondovalle si scorgono la pineta Widemann e i pascoli del Mulino, dove si può percorrere il sentiero VerdeAcqua, e dall’altra parte del torrente Chisone, nascosta dalla boscaglia,la SR23 del Sestriere che percorre il territorio comunale di Villar Perosa. Superata di poco la borgata Colombatti, si incontra sulla sinistra, la fontana ferruginosa, la cui acqua (potabile) è ricca di ferro, come si può vedere dalla tracce di colore arancione lasciate dal minerale. Poco dopo la fontana, abbandonata la comunale si imbocca a sinistra un sentiero che sale in mezzo ad un bosco di castagni. In pochi minuti si raggiunge la borgata Sagna, preceduta dalla ex scuoletta Beckwith, ormai in abbandono.

Superata la fontana si svolta a sinistra e si attraversa il villaggio che conserva ancora per certi aspetti una fisionomia d’altri tempi. Raggiunta la carrozzabile, in prossimità della segnaletica, si gira a sinistra percorrendo una mulattiera che sale in dolce pendenza in mezzo al bosco di castagni. Compiendo una piccola deviazione sulla sinistra ci si può dissetare con l’acqua di una piccola ma preziosa sorgente, dalla quale sgorga un’ottima acqua dotata di elevate proprietà diuretiche. Suggestivi spazi panoramici si aprono tra le fronde degli alberi, questa volta sul Comune di Villar Perosa ed in particolare sull’area del Bacino artificiale. Poco prima di raggiungere la faggeta, è ben visibile sulla sinistra del percorso, una profonda buca, segno tangibile di una bomba sganciata durante il bombardamento sullo stabilimento RIV di Villar Perosa nel 1944.

PRA POUNSOUN            FONTANA FERRUGINOSA

Fontana Ferruginosa      

 

Ancora pochi passi e si raggiunge Prà Pounsoun: un’ampia radura circondata da betulle e faggi. In fondo al prato è la vecchia “Casa degli Alpini”, donata negli anni Settanta al gruppo affinché si occupasse di mantenere in ordine la zona circostante; in alto a destra, la fontana, sulla quale è incisa la data 27.03.1953, giorno in cui terminarono i lavori di recupero della sorgente. Sulla destra si gode  una bella panoramica sullo stabilimento della ex Riv-Skf,  nonché sull’abitato di Villar Perosa e di Pramartino. Qualche minuto di relax e si riparte. A sinistra della fontana il sentiero si divide: proseguendo diritto, l’indicazione segna La Séo di Pin (si veda percorso 1) prendendo a sinistra si ritorna verso San Germano. Si gira dunque a sinistra: un viottolo pianeggiante attraversa la boscaglia prima di faggi e poi di castagni fino a sbucare in un ampio prato delimitato a valle da una pineta: Li Peui ’d la Sannha. Si scende fra i casolari e poi si percorre il sentiero che conduce in poco meno di 15 minuti alla borgata Sagna. Ripresa la carrozzabile in mezz’ora di discesa si ritorna a San Germano Chisone.  

 


PRAGIASSAUT

Altitudini: S.Germano (486 m) – Ciampasso (582 m) – Benna (810 m) – Pragiassaut (1.235 m) – Colle Vaccera (Pramollo) (1487 m)

Tempo complessivo: 5 ore


Pragiassaut è la borgata più elevata appartenente al territorio di San Germano. La si può raggiungere, oltre che per la carrozzabile che si inerpica sulla sinistra della S.R 168 inprossimità di Rue di Pramollo, attraverso un sentiero che si snoda sul territorio comunale. Lasciata la piazza Martiri in direzione Inverso Porte, si imbocca a destra la strada in salita che conduce alla borgata Verdura. Si procede per i Champas, e raggiunta la fine della strada comunale si inizia a salire verso il bric Traculét. Pochi passi in leggera salita e già si incontra un interessante sito preistorico: la Peira Eicrita (vedi il punto successivo), eccezionale e rarissimo esempio di osservatorio astronomico risalente a 3000 anni fa.PRAGIASSAUT 1

Con un’ascesa sostenuta, tra faggi e castagni si giunge in cima al bosco, dove gli spazi si diradano e si scorge poco più avanti la borgata Bleynat.

Ci si può concedere una pausa, svoltando a sinistra fino a raggiungere il punto panoramico di Traculét, dal quale si gode uno splendido panorama su San Germano e sulla bassa Val Chisone: il corso del Chisone, Villar Perosa con la bella chiesa di San Pietro in Vincoli, il poggio Pini che sovrasta la valle sulla sinistra e la frazione Malanaggio in basso sulla destra. Più a valle il centro di Porte anticipa la fine della vallata che si apre lasciando spazio alla piana pinerolese.

Ripreso il percorso al bivio per la borgata Bleynat, si sale sulla destra verso la borgata Benna (che nel dialetto locale significa gerla) dalla quale si ritorna sulla strada comunale fino al Saretto. Abbandonata la carrozzabile si prende a destra la vecchia stradina sterrata che conduce alle baite della Gardalinera, poste su un dosso erboso. Ritornati sulla mulattiera si rimonta il costone ammantato da una bella faggeta fino alle grange abbandonate della Malana dove si svolta a sinistra per il sentiero che porta a Pragiassaut.

Larici, betulle e sorbi (piante particolarmente suggestive per le loro belle infruttescenze rosse disposte a grappoli) caratterizzano quest’ultima parte del tragitto; quindi si sbocca nella vasta prateria ove sorge il borgo di Pragiassaut. La borgata è vivacemente abitata nella bella stagione, quando annualmente sale all’alpeggio il pastore sangermanese Albino Comba. A monte della borgata si stende una bella faggeta, mentre verso sud un viottolo pianeggiante si snoda tra prati ricoperti a tratti d’erica ed ingentiliti dal blu delle genzianelle e dal giallo di fiori di calta palustre, in primavera. Percorrendo il sentiero già si intravedono le persiane rosse della piccola abitazione della Rostania, giardino alpino sorto per onorare la memoria del medico-botanico Edoardo Rostan. Oggi il luogo è ritrovo occasionale per giovani e per chiunque voglia rilassarsi immerso nella natura. (vedi oltre nel punto specifico nel settore Associazioni )

PRAGIASSAUT 2Risalendo i prati che circondanola Rostania, si ritrova il bivio per il Colle Vaccera: salendo in lieve pendenza per la mulattiera si raggiunger Pràla Mura(1329 m.), una distesa di pascoli circondata da boschi di faggi. Si prosegue per la carrozzabile e si giunge al Colle Vaccera in mezz’ora appena, luogo di sconfinamento nella vicina valle d’Angrogna.

Dalla Rostania si ridiscende verso San Germano percorrendo la stessa via dell’andata oppure prendendo a sinistra verso le baite di Satusira. In questo caso si prosegue per la mulattiera che conduce alla borgata Pralarossa (909 m) e, imboccata la strada comunale, si scende verso la frazione Turina e si prosegue per San Germano.

 


PEIRA EICRITA

Quota di partenza: 486 m
Tempo di percorrenza a piedi: 10 minuti circa.

Luogo di partenza: Partendo da San Germano Chisone, Superatala Scuola Elementare "Piero Jahier" si imbocca sulla destra una strada comunale e si segue l'indicazione Sibourna. Oltrepassate le borgate Verdura e Sibourna si continua in direzione Campasso dove termina la carrozzabile, si prosegue quindi lungo la mulattiera per altri500 metri.

Luogo di arrivo:  la “Peira Eicrita” (Il toponimo in lingua occitana significa “Pietra Scritta”). 


PEIRA EICRITA                     PEIRA EICRITA2

E' un eccezionale e rarissimo esempio di osservatorio astronomico preistorico in località Comba Farina, risalente a 3000 anni fa che raffigura probabilmente una scena di culto solare. Il toponimo in lingua occitana significa “Pietra Scritta”.

Il masso si erge su uno spuntone. Sulla sua superficie, si notano alcuni segni incisi: un reticolo quadrangolare circondato da simboli solari collegati a segni oculiformi, una piccola riproduzione di un uomo a braccia levate e un simbolo cruciforme  il cui orientamento è perfettamente in linea con i punti cardinali. Partendo da sinistra, sono chiaramente visibili una croce antropomorfa scagliante proiettili, un recinto (o una trappola) per animali, una vaga forma di animale e, probabilmente una figura umana con arco Il monolito fu scoperto e studiato negli anni '20 dal prof. Silvio Pons e  successivamente negli anni ’60 fu oggetto di studi del  CeSMAP di Pinerolo.




SENTIERIlogoVerdeAcqua Medium


Itinerari tra Storia e Natura


 

Dal Parco Comunale Villa Widemann partono due interessanti percorsi che sono complementari e che si intersecano

 

 

1) PERCORSO VERDE ACQUA

 

-  Luogo di partenza: partendo dal Parco Comunale Villa Widemann di San Germano Chisone, il sentiero si snoda lungo la destra orografica dell’asta del Chisone e terreni limitrofi.

 -  Luogo di arrivo: vicinanze del ponte di  Villar Perosa, con ritorno tra prati e il centro del paese, fino a rientrare nel Parco comunale.

Il percorso è quasi interamente pianeggiante e di facile percorribilità, adatto anche ai bambini

-  Quota di partenza e di arrivo:486 m

-  Tempo di percorrenza a piedi: circa 2 ore.

   

Descrizione: dal Parco Comunale Villa Widemann ha inizio il percorso storico-naturalistico VerdeAcqua, che si snoda lungo la destra orografica dell'asta del Chisone e terreni limitrofi, fino a raggiungere il bacino di Villar Perosa, ed evidenzia buone condizioni di naturalità.

Il territorio comprende infatti un ecosistema formato da prati pianeggianti e da un bosco planiziale e ripario di fondovalle che presenta aspetti di indubbio valore paesaggistico e vegetazionale ed è un'oasi di rifugio per una considerevole avifauna di passo e stanziale, tra cui segnaliamo l'airone cenerino e il germano reale. Questo habitat è inoltre in grado di ospitare una notevole varietà di specie diversificata nel corso dell'anno: accanto a quelle acquatiche di pianura, se ne trovano altre più schiettamente alpine. Molte sono le tematiche di osservazione presenti in quest'area: dalla flora alla fauna, dalla geografia alla geologia, dall'agricoltura agli insediamenti antropologici. Il percorso si snoda infatti in un ambiente naturale di grande interesse, in cui la presenza dell'uomo ha lasciato profonde tracce, che offrono spunti stimolanti di osservazione: basti citare l'organizzazione dei campi, i sistemi di prelievo e di utilizzazione delle acque.

L'esiguità dell'area non antropizzata in cui è inserito il percorso, la vicinanza di insediamenti urbani anche consistenti, la presenza di attività lavorative continuate incidono soprattutto sulle possibilità di insediamento stabile  di mammiferi di mediao grossa taglia: fanno eccezione un piccolissimo numero di caprioli e,naturalmente, i cinghiali. Sono sicuramente presenti, invece, considerando anche areali limitrofi, lo scoiattolo,la lepre comune, la minilepre,il ghiro,la talpa,la volpe, probabilmente il tasso ealcuni mustelidi come la faina,nonché numerosi micromammiferi.

La ben nota timidezza della maggior parte di queste specie rende peraltro assai difficile un incontro diretto; tuttavia l'osservazione delle tracce da esse lasciate che ne dimostrano la presenza e ne indicano le attività, risulta di grande interesse. Lungo il sentiero o nelle immediate vicinanze è spesso possibile osservare impronte sul terreno umido, resti dell'alimentazione, escrementi, resti del mantello pilifero, la cui interpretazione può fornire indicazioni importanti sulla fauna mammologica.

percorso verde acqua                                    via molino

Inizio percorso - Via Molino


 

Usciti dal Parco, dal cancello che attraverso via École des filles conduce in piazza XX Settembre, si imbocca a destra Via Molino e si scende fino a raggiungere gli ampi pascoli pianeggianti situati sulla destra orografica dell’asta del Chisone. Sopraggiunti al bivio (andata-ritorno) si incontra il primo di una serie di pannelli esplicativi che illustrano la morfologia, la geologia e la idrologia del territorio.                                                                                                                                   percorso1              percorso2            percorso3

percorso4                    percorso5

 

Si prosegue verso il percorso di andata raggiungendo una pineta con area attrezzata, seguendo la strada sterrata dove un altro cartello illustra  l’avifauna di questo ecosistema formato da un bosco planiziale e ripario di fondovalle.

Oltrepassata l’area attrezzata, si svolta a sinistra e si avanza per il percorso che ora è diventato un vero e  proprio sentiero. Usciti dal  bosco, ci si trova dinnanzi al corso del Chisone, che qui si ricongiunge dopo la biforcazione che ha compiuto lasciando spazio ad un piccolo isolotto. Un pannello esplicativo illustra l’ecosistema acquatico e il bosco ripario.

percorso6     percorso7     percorso8

 

Ora il percorso continua, si segue la direzione del cartello (andata) verso l’ultimo punto che si avvicina al ponte che porta a Villar Perosa, dove un cartellone illustra i prodotti locali di ieri e di oggi.

       percorso9                                percorso 10

E’ quindi possibile ritornare indietro verso l’area attrezzata seguendo il cartello di ritorno, attraversare i pascoli, in fondo ai quali il percorso  si ricongiunge con la carrozzabile in prossimità del primo pannello esplicativo che avevamo incontrato in precedenza.

La passeggiata prosegue verso Via Molino: si deve svoltare a destra ritornando verso il centro abitato passando in località Volavilla. Dalla strada asfaltata in salita che conduce verso il paese si ha una visione panoramica dei resti di un’abetaia fatta impiantare negli anni '950 dal proprietario del cotonificio, Vittorio Widemann; già ben sviluppata, buona parte degli abeti sono stati di recente distrutti da venti ciclonici e dall’attacco del coleottero parassita Ips typographus che si sviluppa sotto la loro corteccia. In questa zona si possono anche osservare dei lavorati allungati di roccia a ciascuno dei quali è fissato un paletto di legno. Questi blocchi sono stati realizzati dai contadini del posto, con lo scopo di sorreggere le recinzioni dei prati. I blocchi di pietra sono conficcati nel terreno e tengono sollevati i paletti in modo che non s’impregnino dell'acqua del terreno. Si raggiunge quindi la piazzetta centrale del paese con fontana (p.za XX Settembre), si percorre un breve tratto della via principale e, dopo il Tempio valdese, si gira  a sinistra in via Scuole e si ritorna nel Parco comunale.

 

Quota di partenza e di arrivo : 486 m
- Tempo di percorrenza a piedi
: 2 ore circa

• Alla biforcazione precedente sulla destra il Chisone e nei pressi dell’isolone, si può anche prendere il viottolo a destra che sale in borgata Savoia. Pochi minuti e si sbuca nella SR 166 che congiunge San Germano a Inverso Pinasca. Si gira a destra dopo l’abitato e si imbocca la via in salita che conduce alla borgata Marchisa. Il percorso è leggermente in salita, ma offre scorci panoramici interessanti su Villar Perosa e sullo stesso fondovalle lasciatoci alle spalle. Finita la strada asfaltata un piccolo tratto di sterrato in salita ci porta alla strada comunale verso la borgata Sagna. Ora si scende in poco meno di una mezz’ora fino nel concentrico.

• Il percorso completo richiede circa due ore, ma a metà circa di esso, come si è detto,  si può scegliere un ritorno più rapido attraverso via Molino.

Il percorso dispone di pacchetti didattici per le scuole (infanzia, elementari e medie), che vengono gestiti in collaborazione con il personale  di Scopriminiera. - Vedi nel sito il settore dedicato


2) SENTIERO BIANCO

 

Il secondo percorso che  parte dal Parco, il “Sentiero Bianco“, si collega per alcuni tratti al precedente percorso VerdeAcqua, ma focalizza l’attenzione sugli aspetti legati alla canalizzazione del Chisone e alla connessa produzione di energia elettrica.                    

Lungo l'itinerario si possono osservare  diversi cartelli punti tappa, a ciascuno dei quali corrispondono elementi caratteristici dell'ambiente naturale  oppure  tracce dell'attività antropica.                                                                                                                                                                                                                                  

percorso8•  Il percorso ha inizio sul retro dell’edificio comunale, vicino al cartellone illustrativo del Parco. Seguendo sulla destra la freccia indicatrice si incontra un cartellone relativo al convitto-asilo per le operaie del cotonificio Widemann. Proseguendo ad anello lungo il perimetro del Parco, in fondo al grande prato, un totem  a pianta triangolare illustra alcuni aspetti dell’attività del cotonificio e la  storia della famiglia Widemann che l’ha fondato e gestito dal 1894 al 1966. Continuando il percorso ad anello si incontra quindi un cartellone relativo alla canalizzazione del torrente Chisone  e ai canali irrigui. Da questa postazione si può anche osservare, sulla destra idrografica della valle, un versante terrazzato che in passato era impiegato per la coltivazione della vite. Sul medesimo versante si nota la particolare disposizione delle abitazioni, orientate in direzione Est-Ovest, in maniera tale da captare la maggior quantità possibile di radiazione solare. Si lascia quindi il Parco,  si percorre la ViaÉcole des filles, un tratto di via Molino e poi al fondo della strada con lastroni in pietra  che un tempo servivano per il trasporto della grafite verso il mulino sottostante, si volta a destra verso la stradina comunale Broua Rolando che si percorre in discesa sino ad un ponticello su un canale di derivazione.  Quivi un cartellone illustra “Il canale Widemann”.  Svoltando subito a destra, dopo aver oltrepassato un ponticello, e dopo un breve tratto di strada che conduce  ai vicini edifici, si arriva a un nuovo cartellone che illustra la  storia e le funzioni di alcune tipiche  "case operaie" d’inizio secolo, legate, un tempo, all'attività del vicino cotonificio Widemann. Sulla sinistra si vede il termine del canale che adduceva acqua allo stabilimento, per  alimentarne la centrale idroelettrica.

percorso bianco 3              percorso bianco 4                  percorso bianco 5

L'inaugurazione del Percorso

 

Ritornati verso il ponticello si prosegue diritto lungo la stradina in discesa che costeggia le case operaie.

 

Proseguendo si incontra un metanodotto,  e quindi preseguendo si arriva alla biforcazione dei duepercorso bianco 6 sentieri (VerdeAcqua e Sentiero Bianco), a destra si ricongiunge al primo,  salendo a sinistra si prosegue il secondo sentiero: si possono osservare delle vecchie paratorie e poco oltre  un vecchio frantumapietre costruito negli anni ’940 per la frantumazione delle grandi pietre trasportate dal Chisone, al fine di ottenerne materiale di dimensioni più piccole (pietrisco), da utilizzarsi per lavori stradali o come materiale da costruzione.

percorso bianco 7  Il frantumapietre


Poco oltre si incontra un complesso di paratoie costruite per regolare l’afflusso dell'acqua del Chisone al  canale diretto alla centrale elettrica; esse potevano essere manovrate tramite un meccanismo a cremagliera mosso da motori elettrici. Lungo questo tratto di percorso  si possono osservare nelle diverse stagioni numerosissimi invertebrati, soprattutto anellidi (lombrichi), aracnidi (ragni), insetti coleotteri (cetonie, coccinelle), lepidotteri (grandi e piccole farfalle) ed imenotteri (api, vespe e bombi), molluschi gasteropodi (lumache e limacce), tutti testimoni della ricchezza di specie ancora presenti nei diversi microambienti naturali.

  percorso bianco 8                                          percorso bianco 9

L'antico canale                         -                          L'antico laghetto


percorso bianco 10

 

 

● Da un ponticello con paratoie è possibile raggiungere l’area attrezzata  del percorso Verde Acqua attraverso un sentiero in mezzo ai prati.

 

Quota di partenza e di arrivo :486 m

Quota di arrivo : 445 m
- Tempo di percorrenza a piedi: 1 ora circa 




IL GIARDINO ALPINO ROSTANIA

 

Il Giardino sorge al limite di un bosco di faggio, su un terreno declive della superficie di 4000 m2 circa, e si affaccia sulla bassa Valle e la pianura Padana. Ebbe origine come giardino alpino nel 1901 in memoria dell’illustre botanico e medico di San Germano, Edoardo Rostan,  e fondatore della Società Vaudoise de recherches historiques, litteraires et scientifiques (l’attuale Società di Studi Valdesi). Fu inaugurato nel 1901 e conobbe un periodo felice durante il quale vennero messe a dimora varie specie erbacee, esemplari di abete bianco, faggio, pino silvestre, maggiociondolo, abete rosso, pioppo tremulo, ciliegi e sorbo degli uccellatori. Venne mantenuto in attività fino alla vigilia del secondo conflitto mondiale e fu anche rifugio di nuclei di partigiani. Nel 1966 iniziò l'opera di ricostruzione da parte di un gruppo giovanile locale, che costituì l’Associazione Amici della Rostania. Nel 1986, dopo un lavoro di diradamento degli alberi d'alto fusto, sono stati messi a dimora oltre 3000 esemplari appartenenti a circa 80 specie. Il Giardino un tempo era un'importante vetrina botanica, oggi è un luogo di ritrovo per la gioventù, soprattutto in estate.

rostania                MAPPA ROSTANIA

Luogo di partenza in auto: partendo da San Germano Chisone, salire verso Pramollo e in Borgata Rue, svoltare a sinistra per il colle della Vaccera. Seguire le indicazioni per Pragiassaut e Rostania.

Luogo di arrivo: una volta arrivati in Località Pragiassaut, si parcheggia l’automobile e si prosegue a piedi verso il Giardino Alpino Rostania, posto di fronte.

E’ possibile anche  raggiungere il Giardino quasi interamente a piedi partendo dal S. Germano: recarsi alla borgata Campasso, poseguire verso la Peira Éicrita  quindi seguire a piedi  una mulattiera che giunge alla borgata Benna, e di lì proseguire per il sentiero indicato. Il percorso è stimato in 5 ore.

                                       




                                                   

     

 

            

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