ITINERARIO: Un colpo d'occhio su due valli

Km: 22-25
Livello: Ottimo ciclista
Ciclabilità: in salita 100%,
in discesa 100%
Paesi e borgate attraversate:
San Secondo Prarostino
San Bartolomeo Piani
Colletta
Cardoni
Godini
Pralarossa Rosbello
Turina
Ponte Palestro Camussi
San Secondo
La nostra fatica inizia a San Secondo, dove possiamo scegliere la via che ci porterà a Prarostino - San Bartolomeo: se ci sentiamo particolarmente in forma per affrontare una salita da veri grimpeur, cercheremo l'imbocco di Via Massera, altrimenti attraversiamo l'abitato seguendo la strada principale, peraltro anch'essa abbastanza impegnativa (circa 5 km all'8% di pendenza media, contro i 4 km al 10% della prima via!).
Per trovarne l'imbocco, bisogna seguire le indicazioni per Prarostino, poi svoltare a sinistra appena usciti dal centro del paese. È una delle salite famose tra gli appassionati delle due ruote del circondario. Dire che si è "scalata" la Massera, farà sì che il nostro interlocutore ci guardi con altri occhi… Questa strada sbocca appena sopra San Bartolomeo, sulla via lungo la quale dobbiamo proseguire. Se fermiamo a prendere fiato, possiamo approfittarne per dare uno sguardo a Pinerolo ed alla pianura che comincia ai nostri piedi. Costeggiamo poi alcune case ed arriviamo ad un bivio prima dell'inizio del bosco.
Per evitare di sbagliare strada, possiamo seguire le frecce sulla destra, che segnalano la trattoria situata ai Piani di Prarostino, altrimenti, proseguendo inizialmente in piano, raggiungiamo la stessa località, evitando parte della salita. Incontreremo numerosi bivi con strade asfaltate, ma ci terremo sempre sulla destra, senza scendere. Quale che sia la nostra scelta, percorreremo il tratto successivo in bei boschi di faggi e castagni, piacevolmente freschi e dalle meravigliose tonalità arancio - giallo oro d'autunno.
Sempre seguendo i cartelli gialli, raggiungiamo il ristorante: qui delle frecce in legno ci indicano il percorso da seguire per il Colle della Vaccera, ed inizialmente le seguiamo. Lasciamo la strada asfaltata per affrontare un'impegnativa salita di un paio di chilometri su di una pista forestale dal buon fondo compatto, che ci permette di arrivare alla località Colletta, con non poca fatica. Alla nostra sinistra la strada procede in leggera discesa, in direzione di Angrogna (Val Pellice): noi invece continuiamo diritto (indicazione per Godini), finalmente senza la necessità di utilizzare rapporti molto corti. La via prosegue in piano o leggera discesa, e di tanto in tanto è attraversata da dei ruscelletti che scendono dai fianchi piuttosto scoscesi principalmente da faggi e castagni, alcuni anche di dimensioni rilevanti, ma noteremo anche dei larici.
Giunti nei pressi di alcune vecchie case diroccate, in inverno saremo colpiti dal particolare aspetto del luogo: le pietre dei muri si mimetizzano con i grossi alberi e le rocce che si innalzano subito dietro, ma il contrasto è soprattutto dato dall'edera che avvolge alcune piante fino in cima. Con la presenza delle foglie questi particolari sono molto meno evidenti poiana che si alza in volo da un ramo, non fa che aumentare l'atmosfera magica di questo tratto.
Qualche saliscendi ci porta ad un bivio in corrispondenza di un boschetto di abeti; noi evitiamo di scendere sulla destra, saliamo bruscamente (per l'ultima volta!) per superare un costone, ed arriviamo in vista della frazione dei Godini.
I piccoli raggruppamenti di case che incontreremo da adesso in poi conservano ancora numerose abitazioni in pietra, con i tetti in lose. Poco più avanti rimarremo colpiti da una minuscola scuola elementare, ormai in disuso da molti anni, e da una bellissima casa in pietra i cui muri conservano ancora parte dell'intonaco, un tempo rosso intenso, oggi scolorito, ma comunque affascinante. Attraversati i Godini, la strada inizia a scendere bruscamente, prima su asfalto, poi ancora strerrata per alcune centinaia di metri. Da Pralarossa, frazione tra i prati, con vista sulle montagne della Val Chisone, ci tuffiamo in picchiata verso il fondovalle, facendo attenzione alle curve strette che ci fanno perdere quota molto rapidamente. Ai vari bivi che incontreremo, evitiamo di risalire; giunti quasi alla fine della discesa, a Turina, imbocchiamo la strada sulla destra, ed in breve saremo a Ponte Palestro.
Per non dover terminare il nostro itinerario nel traffico della SS23, seguitiamo senza attraversare il torrente Chisone, che scorre alla nostra sinistra. Ancora qualche chilometro di pianura, poi arriviamo ad un bivio, alla base di San Secondo: qui svoltiamo a destra e, per l'ultima volta in salita, torniamo al punto da cui eravamo partiti.
L'itinerario è stato preso dal sito Marziaspage
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- Peverada.it, Itinerari in Piemonte e nel mondo
- Itinerari cicloturistici del basso pinerolese
PER ULTERIORI INFORMAZIONI
SEZIONI CAI: Val Germanasca Tel. 0121. 0339.5810607 - 0121.321090
Pinasca tel. 0121.800944
CARUSO GIANLUCA, maestro di mountain bike della Federazione Ciclistica Italiana
Disponibile per organizzazione escursioni nelle valli Pellice, Chisone, Germanasca, e zone limitrofe
TEL: 333 - 6377375
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