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| Territorio e Storia |
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| Lunedì 23 Novembre 2009 13:31 |
INFORMAZIONI SUL TERRITORIOSuperficie: Kmq 15,86 La superficie comunale è in gran parte collinare e montuosa, con estese zone boschive alternate a pascoli, soprattutto nella parte meridionale, lungo il corso del Chisone.
Storia sulle scuole "di una volta" di San Germano Chisone IL VALLONE DEL RISAGLIARDOSan Germano Chisone si trova ai piedi del Vallone del Risagliardo, una conca incastonata tra tre vallate - quelle del Chisone, del Germanasca e del Pellice - che si apre, sulla destra del Chisone. Si tratta di un vallone chiuso, isolato, tagliato dal torrente Risagliardo, che nasce dalle pendici del Gran Truc (2366 m) e confluisce nel Chisone in prossimità dell'ex cotonificio Widemann e del ponte sulla Statale 23, voluto dal re Carlo Alberto nel 1836. La sua conformazione morfologica ha un andamento Est-Ovest: dapprima la valle sale ripida e serrata, dominata da monti con profili taglienti, poi si apre come un quadrilatero con i vertici al Castelletto della Vaccera (1512 m), al Gran Truc, alla dorsale del suggestivo Poggio dei Pini (1226 m), confinante con il Comune di Inverso Pinasca e che deve il nome alla sua vegetazione un tempo assai folta di abeti rossi, ed infine con l'ultimo vertice nella zona della già citata gola, sulla linea di demarcazione con il Comune di S. Germano. Il vallone è incassato tra erte pendici ricoperte di castagneti e faggete, gli spazi sono assai ristretti e ciò nel corso dei secoli ha condizionato profondamente le colture, limitate per lo più a frumento, grano saraceno, segale, orzo, avena e patate. Un tempo nella zona erano attive parecchie miniere di grafite, di cui restano ancora gli imbocchi murati di alcune gallerie e qualche struttura esterna. Il fondovalle è assai ridotto e limitato solo al primo tratto, dal confine con S. Germano a Rue, poiché la pendenza diventa subito rilevante ed impervia. Il territorio fu abitato fin da epoca assai remota (età de la "la peira eicrita",pietra scheggiata) da popolazioni migratorie e stanziali. San Germano Chisone nel corso dei secoli ha vissuto di riflesso le stesse vicende delle valli attigue. LA TIPOLOGIA ABITATIVALa maggioranza delle abitazioni tipiche delle borgate ha una struttura con corpo a manica unica, per lo più lineare, semplice ed essenziale, che si articola su due o tre piani. Al piano terreno, che riunisce in pochi spazi i locali di lavoro, troviamo la stalla, la cantina utilizzata per la conservazione delle derrate alimentari, i depositi per il ricovero degli attrezzi e il locale per la lavorazione del latte, se effettuata in loco, la volta può essere "a botte" oppure è formata da travetti in legno e pietre tra un travetto e l'altro; al piano superiore si trovano allineate la cucina e le camere da letto, disimpegnate da un lungo ballatoio con ringhiere in legno, che corre lungo tutta la facciata.
Il tetto è rigorosamente in lose e talvolta è presente il loggiato utilizzato come essiccatoio o deposito. La pietra è il materiale nettamente prevalente della costruzione; il legno è riservato alle travi del tetto, alle aperture quasi sempre di dimensioni ridotte e alle balconate. Il servizio igienico è collocato isolato nelle adiacente dell'abitazione: spesso è costruito con rami di abete o pino, oppure in pietre a secco. Lo spazio ricavato nel sottoscala è riservato per il porcile. LA STORIA DEL COMUNEIl paese deve il suo nome al santo Germano, il vescovo di Auxerre vissuto nel V sec., al quale è stata consacrata la chiesa cattolica sita nel concentrico. Nel sec. XIII, il paese insieme a tutta la valle divenne feudo dei Savoia, che lo diedero alle varie famiglie nobiliari. La comunità di S. Gemano ha legato alcuni secoli della sua storia alle vicende dei Valdesi e a partire del sec. XVI ha sempre registrato una consistente presenza di popolazione valdese. Da un'economia prettamente contadina, nell'800 il paese ha subito una progressiva trasformazione industriale, in seguito all'impianto di un cotonificio e allo sfruttamento delle numerose miniere di grafite sparse su suo territorio. LO STEMMA, E IL GONFALONE COMUNALEInquartato: nel primo e nel quarto, di rosso, al rospo di verde, allumato di rosso, visto dorsalmente e in banda; nel secondo e nel terzo, d'oro, alle due fasce ondate, di azzurro.
Il nuovo stemma comunale, adottato con decreto del Presidente della Repubblica in data 24 aprile 2000, ha come emblema l'acqua, che da sempre rappresenta un bene prezioso per l'economia locale, dapprima agricola e poi industriale, e il rospo, protagonista di una nota e amata leggenda locale. LA STORIA DEI VALDESIIl COMUNE DI SAN GERMANO ha legato molte pagine della sua storia alle vicende dei Valdesi, seguaci di Pietro Valdo di Lione, che 8 secoli fa si staccò dalla chiesa cattolica. Giunti nelle valli Germanasca, Chisone e Pellice, a partire dal XIII secolo i valdesi vi trovarono rifugio. La loro storia è costellata di molte guerre e di persecuzioni che si protrassero per parecchi secoli.
IL COSTUME
Il vestitoIl vestito lungo fino alle caviglie è in tessuto di lana per l'inverno e di cotone per l'estate, di colore unito e generalmente scuro. L'abito è composto da un corsetto attillato, da una sottana unita al busto, ampia e plissettata sul retro e con grinze in vita. Le maniche sono lunghe, strette al polso e con un piccolo bordo bianco. Il grembiuleIl grembiule è lungo poco meno del vestito, in seta cangiante, nera, viola o turchino. Lo scialleLo scialle si indossa piegato in due a triangolo sopra il corsetto e viene fissato sotto la nuca con una spilletta posta dall'interno del vestito e con un'altra spilla sul petto. Può essere in lana o in seta cangiante, con fiori ricamati o disegni vivaci, e ornato da lunghe frange. I colori tradizioni sono il rosso, il viola, il turchino e il nero; oggi è generalmente utilizzata la seta bianca. La cuffiaLa cuffia è l'elemento più prezioso ed importante. È composto da tre parti: una anteriore di pizzo ricamato, inamidata e increspata a cannoncini che incornicia il volto; una intermedia di tulle o stoffa sottile pure inamidata; una terza posteriore di tulle ricamato che racchiude il nodo dei capelli. È completata da un nastro di seta bianca che la circonda e la chiude con un nodo che cade lungo le spalle. In val Pellice le donne sposate indossano il nastro a destra, le nubili a sinistra, a Prarostino è portato sulla parte alta della cuffia, in val Germanasca in basso. La spillaLa spilla è l'unico ornamento della donna valdese e viene utilizzata come fermaglio. Di solito si tratta di un cammeo, di un corallo, di un medaglione o della croce ugonotta, la croce di Malta simbolo della fraternità protestante. La sobrietà del costume non richiede nessun gioiello. Le calzeLe calze sono lunghe, di lana o cotone e generalmente scure. Le scarpeLe scarpe sono molto semplici, a tacco basso e in pelle nera. Un tempo si usavano gli zoccoli chiodati e fabbricati in loco, dalla suola in legno e tomaia in robusto cuoio. I guantiErano solitamente dei mezzi guanti, neri, lavorati ai ferri o all'uncinetto, di filo, di lana o di cotone. La borsettaLa borsetta è dello stesso tessuto del vestito o nera o lavorata all'unicinetto, di forma rotonda e arricciata in alto con due nastri o pizzo.
IL CHISONELe sorgenti del torrente Chisone sono situate sulle pendici del monte Appenna in val Troncea. A quota 2430 si forma il ramo principale, mentre poco più a valle confluiscono due ramificazioni secondarie aventi origine nei valloni laterali. LA LEGGENDA DEL ROSPOOgni paese, e spesso ogni borgata ha assunto per qualche motivo particolare o evento straordinario un soprannome che ne caratterizza gli abitanti. I sangermanesi sono da sempre conosciuti come babi (rospi). L’agenda “LOU BABI”, è stata pubblicata per la prima volta nell’anno 2000, affrontando il tema delle Associazioni del Comune. LOU BABITesti: Clara Bounous UN PO' DI STORIA SULLE SCUOLE "DI UNA VOLTA" DI S. GERMANO CHISONELe scuole elementari ValdesiLa scuola principale, la grande école, si trovava nel sec. XVIII nel quartiere dei Gondini, dove risiedeva la maggioranza della popolazione. Il maestro doveva tenere una condotta irreprensibile ed essere un modello per i suoi allievi; era tenuto inoltre a dirigere la scuola domenicale, ad insegnare il canto, a provvedere alla pulizia e al riscaldamento delle aule, a curare la preghiera pomeridiana nel tempio, a tenere al cimitero le orazioni funebri, tutto questo per un minimo stipendio. Alla grande école potevano accedere solo i maschi di età compresa fra i 10 e i 16 anni per un periodo di 10 mesi all'anno. A partire dall'anno 1826 venne aperta anche una scuola "pour filles" su iniziativa di alcuni donatori stranieri ed in particolare del reverendo inglese Sims che lanciò l'idea di avere anche alle Valli una scuola atta ad istruire le ragazze. Per quanto riguarda l'ubicazione dell'école des filles, non sappiamo esattamente quale fosse nei primi otto anni, sappiamo invece che nel 1832 venne costruita una scuola in regione Maria e lì si tennero le lezioni. Oltre alle scuole già menzionate, anche i quartieri periferici ebbero progressivamente la loro scuoletta, a cui potevano iscriversi maschi e femmine. Nel 1768 San Germano aveva aperte tre pluriclassi: due al capoluogo e una ai Balmas. Alla fine del secolo si tenevano lezioni anche ai Garossini. Nel 1829 anche i quartieri come Combina, Sangle, Chiabrandi e Sagna avevano la loro petite école e nel 1854 si aprì la scuola dei Martinat e nel 1891 quella della Costabella. Queste scuolette quartierali erano aperte solo durante la stagione invernale per tre o quattro mesi, ma ebbero il grande merito di portare l'istruzione ovunque, senza sradicare gli alunni dal loro ambiente eliminando praticamente l'analfabetismo. L'attività delle scuole era molto seguita dalla popolazione e stava particolarmente a cuore al Concistoro, che ogni anno inviava alla Tavola un rapporto dettagliato sul loro andamento. Nel 1859, con la legge Casati la gestione delle scuole passò ai Comuni e con la legge Daneo-Credaro del 1911, lo Stato progressivamente avocò a sé l'organizzazione scolastica che affidò a personale diplomato. Le scuole valdesi divennero così statali. L'uso dell'italiano sostituì la lingua francese e le scuole quartierali si chiusero ad una ad una, sia a causa dello spopolamento delle zone montane, sia a causa dell'aggravio finanziario che comportavano per lo Stato. Le scuole elementari CattolicheI cattolici, che non potevano frequentare per legge le scuole valdesi, furono senza istruzione fino alla metà del XVIII secolo. Il parroco di quegli anni era molto preoccupato per l'ignoranza che regnava fra i suoi parrocchiani. Dopo molte insistenze, finalmente nel 1742 il re donò alla parrocchia un capitale di L. 1250 per fondare una scuola per i maschi, in cui insegnasse a leggere, a scrivere. La sede della scuola era in un locale al piano terreno della casa comunale, di proprietà della parrocchia e successivamente della chiesa parrocchiale. Nel 1839 fu fondata dal vescovo una scuola invernale per le ragazze, dove si insegnava il catechismo, a leggere, a scrivere e ci si esercitava nei lavori domestici. La maestra veniva proposta dal parroco, dopo aver ottenuto l'approvazione del vescovo, e riceveva un compenso di L. 40 annue. All'inizio del nostro secolo esisteva ancora un'altra scuola cattolica in località Timonsella che riceveva un sussidio comunale di L. 30 annue. Dopo due anni di transizione in cui egli cercò di tirare avanti alla meno peggio, grazie ad una sovvenzione del vescovo, le scuole cattoliche vennero affidate a tre suore giuseppine di Pinerolo. L'amministrazione scolastica regionale del Piemonte stipulò una convenzione con l'Ente parrocchiale di San Germano che prevedeva l'istituzione di due pluriclassi parificate. L'Ente doveva nominare le insegnanti, provvedere ai locali, all'arredamento delle aule e dare alle insegnati lo stipendio. La convenzione tra l'Ente parrocchiale e l'Amministrazione scolastico fu rinnovata ogni cinque anni finché nel 1972 la madre superiora delle suore giuseppine, constatando che il numero degli allievi era in costante diminuzione, decise di chiudere la scuola parificata. La scuola parificata chiuse i battenti dopo molti anni di cammino separato fra le scolaresche cattoliche e valdesi. Le scuole elementari unificateDal 1972 esiste un'unica scuola elementare statale che ospita le scolaresche delle due confessioni religiose. Nel 1974 è stato inaugurato un nuovo edificio ampio e moderno di fianco a Piazza Martiri della Libertà, che ha così riunito gli alunni anche da un punto di vista logistico. La scuola elementare "Piero Jahier"Nella Scuola Elementare di San Germano Chisone ci sono circa un centinaio di bambini. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Marzo 2010 10:54 |






Il costume valdese, incerto nell'origine, dal primitivo abbigliamento quotidiano si è gradatamente arricchito assumendo una caratterizzazione prettamente ecclesiastica. È stato per molto tempo l'abito tradizionale delle spose, ma soprattutto ha accompagnato la donna nelle solenni festività religiose quali il 17 febbraio, nella vita culturale, durante le feste delle corali, e in occasione di avvenimenti familiari e confermazioni, acquistando un posto importante nella confessione valdese.